Emporio della Solidarietà

L’Emporio della Solidarietà è un progetto promosso dalla Caritas diocesana della Spezia – Sarzana – Brugnato,  in collaborazione con la Cooperativa sociale La Piccola Matita (di seguito denominata Cooperativa) ONLUS , la Fondazione Cassa di Risparmio della Spezia e i Distretti Socio Sanitari n. 17, n. 18 e n. 19.

MOTIVAZIONE DEL PROGETTO

L’aumento delle disuguaglianze sociali e della povertà, con il relativo insorgere di nuovi modelli di marginalità sociale ed economica, è un fenomeno comune a tutti i paesi occidentali, anche se con differenze quantitative e qualitative. Purtroppo oggi, accanto alle tradizionali forme di emarginazione, affiorano nuove condizioni di povertà che vedono coinvolte sempre più famiglie costrette a vivere in solitudine il loro disagio.

Queste, negli ultimi anni, sono sempre più povere e soprattutto sfiduciate; emerge, in particolare, il pessimismo con cui si guarda al futuro, un pessimismo dettato da vari fattori, a cominciare dal carovita che fa intravedere il rischio di impoverimento.

Tra le categorie più a rischio e penalizzate troviamo quella dei lavoratori dipendenti che risentono maggiormente delle difficoltà economiche del Paese: la perdita del potere d’acquisto è tangibile per tutti.
Quanto sopra riguarda sia i lavoratori a tempo indeterminato, che vengono considerati i più protetti, quanto, e soprattutto, i “nuovi lavoratori”, con tipologie contrattuali che nella forma non costituiscono lavoro dipendente; non vogliamo affrontare poi il tema del lavoro nero, molto diffuso nella classe delle “famiglie a rischio”.

Di questo momento di difficoltà ne è la riprova il fatto che fino a qualche tempo fa le famiglie non si rivolgevano ai nostri servizi in un numero così considerevole come negli ultimi tempi; dai nostri dati emerge, infatti, come la loro affluenza sia diventata costante e sempre più in aumento. Ormai a richiedere “viveri” non sono soltanto i  “disperati”, ma famiglie con un lavoro e con una casa che non arrivano alla fine del mese (o meglio alla terza/quarta settimana del mese).
In America è stata coniata un’espressione per identificare questa categoria: working poors; ossia i lavoratori poveri, coloro che pur lavorando gravitano intorno alla soglia di povertà.
Un fenomeno questo ben presente in Italia; questi lavoratori con le loro famiglie costituiscono una fascia sociale a rischio di povertà in continua espansione, una tendenza che rientra nel fenomeno di impoverimento dei ceti medi e nella proletarizzazione degli impiegati.

L’impoverimento di larghi strati sociali è un dato di fatto, in continua crescita, complice una serie di fattori che comprendono l’impatto della crisi economica, la perdita di produttività, l’inflazione che erode i salari, soprattutto quelli dei percettori di reddito fisso, i tagli al Welfare.
Ma quali sono i bisogni, il disagio che queste famiglie sperimentano?

Uno dei dati che emerge dal nostro lavoro, e che può costituire una risorsa per questi nuclei, sta nel fatto che non sempre ad un disagio sociale e di necessità economica della famiglia corrisponde necessariamente una situazione problematica sotto il profilo delle dinamiche familiari. In altre parole, anche in presenza di situazioni di difficoltà economica o di fenomeni di disagio sociale riconducibili a cause diverse, il nucleo familiare può continuare a mantenersi coeso, senza dar luogo necessariamente a forme manifeste di sofferenza familiare.

Resta d’altro canto evidente come reti sociali esterne alla famiglia sono in genere più articolate nelle classi alte, mentre più rigide, ristrette e funzionalmente più povere nelle classi sociali più basse. Ne deriva che in momenti di difficoltà questi ultimi non hanno la possibilità di far riferimento a risorse esterne solide e socialmente arricchenti.

Da qui la nostra volontà di mettere sempre più in campo azioni che possano rappresentare un valido strumento di lotta al disagio di tante famiglie, anche quelle considerate “normali” e di cui nessuno si fa carico, dando una risposta alle esigenze di tutela, promozione e miglioramento della qualità della vita del nucleo in difficoltà, valorizzandone le potenzialità e contrastando “l’anonimia dell’abitare” che, purtroppo, riguarda molte famiglie e diverse categorie di cittadini “fragili”.

L’emersione di una richiesta così forte ed in continuo aumento ci ha spinto a riflettere  sulle azioni e le modalità di intervento più idonei in favore di questa utenza, costituita non soltanto da nuclei familiari ma anche da anziani, ex detenuti, invalidi, ecc,… .

Ecco perché nel 2012 si è deciso di promuovere e realizzare anche alla Spezia un servizio come l’“Emporio della Solidarietà”, per sostenere le persone e le famiglie in difficoltà, utilizzandolo soprattutto come “strumento” per evitare la cronicizzazione del disagio ed il superamento della “crisi”.
Crediamo che aver realizzato un luogo dove poter “procurare gratuitamente” generi di prima necessità rappresenti una risposta finalmente concreta e rispettosa dei bisogni delle persone (si “preleva” ciò che si vuole e di cui si ha necessità).

Ciò che intendiamo attuare e promuovere non vuole essere una risposta esaustiva al problema delle famiglie in difficoltà nella provincia della Spezia, ma vuole piuttosto essere una testimonianza concreta affinché non venga mai perso di vista il valore dell’accoglienza, della solidarietà e della gratuità.
Noi crediamo che questa iniziativa possa rappresentare un valido strumento di lotta al disagio delle famiglie; inoltre, questo progetto, così come è sempre stato nello spirito della Caritas, vuole svolgere il delicato compito di sollecitazione culturale e politica, dando voce alle istanze ed ai bisogni di chi è costretto a vivere la propria sofferenza, il proprio disagio in solitudine. L’impegno concreto della Caritas, e quindi anche della Cooperativa, resta quello di “dar voce a chi non ha voce”.

Il progetto è rivolto a nuclei familiari italiani e stranieri, residenti/domiciliati nella provincia della Spezia, in condizione di reale difficoltà e disagio familiare, lavorativo, economico e/o sociale, per un periodo di tempo stabilito (da uno a sei mesi), sufficiente a renderli più autonomi ed integrati.
I destinatari, quindi, sono coloro che si trovano in temporanea difficoltà e che non riescono a sopperire a tutte le loro necessità.

L’obiettivo principale del progetto è quello di dare alla famiglia una possibilità concreta per superare la situazione di “crisi” e consentirle, quindi, di aumentare il proprio livello di empowerment, cioè di “potere” in modo attivo invece che assumere un atteggiamento di passività di fronte a possibili difficoltà ed eventi negativi.

 

CRITERI DI ACCESSO

All’”Emporio della Solidarietà” si accede attraverso i seguenti servizi, dislocati nel territorio della provincia della Spezia:

– l Centri di Ascolto Diocesani;

– i Servizi Sociale dei tre Distretti Socio Sanitari (17, 18 e 19);

che raccolgono anche le segnalazioni da diversi servizi ecclesiali alla carità.

 

In sintesi elenchiamo i criteri di valutazione per l’accesso all’Emporio:

– residenti/domiciliati nella provincia della Spezia, italiani e stranieri;

– temporanea situazione di disagio;

– effettiva disponibilità di un alloggio;

– costituzione del nucleo familiare (presenza o meno di minori);

– fonti di reddito del nucleo;

– spese ordinarie/straordinarie del nucleo;

– eventi critici che hanno determinato lo stato di bisogno del nucleo;

– bisogni espressi;

– bisogni rilevati;

– interventi da attivare a breve-medio-lungo tempo per la risoluzione e/o contenimento del disagio.

METODOLOGIA DI INTERVENTO

La richiesta della tessera da parte della famiglia viene, quindi, valutata preliminarmente attraverso un colloquio psico-sociale mirato ad approfondire le condizioni generali del richiedente e del suo nucleo familiare oltre ai criteri richiesti. Successivamente la commissione di valutazione (composta da i membri segnalati dalla Caritas e dai Distretti) delibera la concessione della card e l’ammontare dei punti con cui sarà caricata con la possibilità di verifiche mensili.

La card, simile ad una carta di credito a scalare, consentirà ai beneficiari di accedere all’Emporio.

SEDI

Via Gramsci 276
19121 – La Spezia
tel. 0187 – 738107
Via Castruccio Castracani
19038 – Sarzana (SP)
tel. 0187 – 1500335