La Casa Sulla Roccia

La cooperativa “La Casa sulla Roccia” nasce dalla precedente esperienza della Cooperativa sociale “L’Isola che non c’è”, raccogliendo l’eredità di esperienze e di professionalità di una realtà che negli anni precedenti si era affermata positivamente nella Diocesi della Spezia. La volontà di gestire una Comunità Educativo Assistenziale (C.E.A.) per minori in disagio nasce dall’analisi della realtà circostante e dalla presa di coscienza del disagio sociale che colpisce in particolar modo i minori; pertanto si è deciso di mettere in comune le esperienze e le professionalità acquisite singolarmente, allo scopo di creare delle risposte, espresse in termini di servizio educativo e assistenziale, in rapporto alle esigenze di quei minori che, per inadempienze o impossibilità del nucleo familiare, si trovano in stato di abbandono o di rischio di devianza.

La Comunità accoglie al massimo dodici minori che necessitano di un allontanamento temporaneo dal proprio nucleo familiare di appartenenza, in quanto in difficoltà nello svolgere il proprio ruolo educativo e socializzante. La Comunità è una struttura residenziale a carattere comunitario di tipo familiare, caratterizzata dalla convivenza di un gruppo di minori con un’equipe di operatori professionali, che svolgono la funzione educativa. Lavorare in una dimensione di piccolo gruppo in uno spazio abitativo, consente ai ragazzi accolti di investire o reinvestire affettivamente oggetti, arredi, ambienti come avviene in qualsiasi nucleo familiare, con educatori motivati e disposti a vivere insieme ai ragazzi secondo le regole di una normale convivenza.

Il concetto di “Comunità Educativa Assistenziale”, è il superamento di quello passato di “Istituto”. Le differenze sono, oltre che nell’organizzazione della struttura edilizia, anche e soprattutto nel diverso approccio nei confronti del minore.

La Comunità Educativa Assistenziale privilegia una prospettiva di “porte aperte” e lascia al minore, a seconda della sua età, delle sue capacità e delle esperienze passate, degli spazi di autonomia, sia all’interno che all’esterno, come farebbe un qualsiasi genitore.

Dovere della comunità è seguire il minore in un progetto unitario, che preveda tanto la “sorveglianza” quanto l’educazione, il tutto improntato ad un rapporto di fiducia che deve essere concesso dalla comunità, ma anche accettato e corrisposto dal minore.

La cooperativa oltre alla gestione della C.E.A. promuove percorsi formativi, di sensibilizzazione, di inclusione rivolte a minori in difficoltà di tutto il territorio diocesano, fornisce attività di supporto e consulenza attraverso i propri operatori alle realtà che ne facciano richiesta, sia attraverso rapporti diretti che nell’ambito di progettazioni di rete.